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VERBANIA – 06.12.2017 – Le indagini erano partite

da una Fiat Punto azzurra con tre donne a bordo che era stata vista allontanarsi da una via di Omegna in cui s’era verificato un furto in appartamento. Quel veicolo, fermato in un'altra circostanza dai carabinieri di Domodossola, alcune impronte digitali e un riconoscimento fotografico sono le prove che hanno portato a processo, al tribunale di Verbania, tre giovani donne tra i 24 e i 32 anni domiciliate in un campo rom nel Milanese e accusate di essere ladre d’appartamento. Jasmina  Marinkovic, Valentina Jovanovic e Kristina Dordevic, difese rispettivamente dall’avvocato Federico Milano del foro di Torino, Mario Fortunato di Milano e Gianluca Fontana di Busto Arsizio, erano accusate a diverso titolo di tre furti e altrettanti tentati furti commessi tra il 28 febbraio e il 14 agosto del 2014 a Omegna, Gravellona Toce e Casale Corte Cerro. Giudicate con rito abbreviato sono state condannate solo per alcuni degli episodi contestati. Per Marinkovic (un episodio e un altro in concorso con le altre due) e Dordevic (due) il giudice Rosa Maria Fornelli ha stabilito una pena di un anno, otto mesi e 400 euro di multa; per Jovanovic (due) due anni e 500 euro di multa. Secondo l’accusa sostenuta dal pm Anna Maria Rossi, che ha chiesto per ciascuna tre anni e 1.200 euro di multa ciascuna, le prove collegavano il terzetto a tutti i furti avvenuti in quel periodo nel Cusio. Le difese hanno invece sostenuto che vi fossero solo prove indiziarie e che l’accompagnarsi insieme – anche sullo stesso veicolo – non è sufficiente per una condanna. 

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