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BERNA-07-12-2017- Colpevole di lesioni colpose,

tentata interruzione di gravidanza, ripetuta inosservanza di prescrizioni di servizio, e condanna a sette mesi di detenzione e 60 aliquote giornaliere di 150 franchi, entrambe le pene sospese condizionalmente. Questa la sentenza emessa stamane dalla corte del tribunale militare a Berna nei confronti della guardia di confine svizzera processata per l'interruzione di gravidanza di una donna siriana avvenuta in stazione a Domo dopo che, insiema alla sua famiglia, era stata respinta alla frontiera di Vallorbe, tra Francia e Svizzera e rimandata in Italia. La donna iniziò ad avere dolori e chiese inutilmente assistenza medica alle guardie di confine. La siriana, allora 22enne, viaggiava col marito ed i figli già grandi, e faceva parte di un gruppo di 36 migranti partito con un treno notturno da Milano a Parigi. Al confine franco-elvetico di Vallorbe venne respinta. La giovane avrebbe avuto forti perdite di sangue durante il trasferimento da una dogana all'altra ed alla caserma svizzera, e non sarebbe stata soccorsa, è stata infine rimandata in Italia col resto dei famigliari. Appena arrivò a Domo venne soccorsa sui binari della stazione, ma diede alla luce una bambina senza vita. La piccola, chiamata dai genitori Sarah, è poi stata sepolta al cimitero di Domodossola, in una piccola area realizzata per i musulmani.

 

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