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brigatti roberto

VERBANIA – 14.01.2018 – Fuoco incrociato sull’incompatibilità dell’assessore.

All’indomani dell’articolo in cui abbiamo documentato l’avvenuta presentazione di una pratica edilizia del geometra Roberto Brigatti, che nella giunta Marchionini detiene le deleghe a Urbanistica, Lavori pubblici e Servizi cimiteriali, e che per questo doppio ruolo, secondo la legge (l’articolo 78, comma 2, del Decreto legislativo 267/2000), dovrebbe rinunciare alla professione - “i componenti la giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato” – sulla questione intervengono alcuni gruppi consiliari.

Con un comunicato stampa la segreteria verbanese della Lega Nord critica l’assessore “pizzicato con le mani nella marmellata” per questo atteggiamento tenuto “come nulla fosse, quasi a sfidare l’intelligenza della popolazione e consiglieri comunali che tanto non capiscono nulla”. Il Carroccio sostiene che è inverosimile che un geometra, peraltro già presidente del collegio locale e attuale consigliere dell’ordine professionale non conosca una simile norma: “chissà cosa penseranno i colleghi geometri?? E che figuraccia per L’ordine stesso!!”.

La Lega, che già ha messo nel mirino l’assessore alla Cultura Danilo Minocci, definito un “fantasma” per non aver mai presenziato a un Consiglio comunale o a una Commissione nei quattro mesi abbandonanti da quando è stato nominato, chiede le dimissioni di Brigatti: “Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca: o percepisce € 1784,87 di indennità mensile lorda o redige progetti per Verbania – concludono gli esponenti leghisti –. Sarebbe normale, doveroso oltreché dignitoso che si dimettesse! Ci aspettiamo inoltre che l’Ordine Professionale intervenga”.

E mentre il consigliere di Sinistra & Ambiente Renato Brignone la prende con sarcastica ironia definendo la giunta Marchionini una “armata Brancaleone”, le parole di replica di Brigatti al quotidiano La Stampa, nelle quali ha ammesso di aver firmato più pratiche ritenendo che non vi fosse incompatibilità e rimettendosi a segretario generale e giunta, muovono la presa di posizione di Patrich Rabaini, avvocato e consigliere di Comunità.vb. “Un bel tacer non fu mai scritto – commenta –. Con le sue dichiarazioni ha ingarbugliato una questione assai semplice e che non ha nulla di politico. La norma sull’incompatibilità è chiara e immune da interpretazioni. Il carattere politico l’ha dato l’assessore chiamando in causa in maniera inelegante il segretario generale e la giunta. L’incompatibilità è certa e l’assessore Brigatti non può raccontarci, tra le righe, che non lo sapeva o che pensava che non ci fosse e ciò anche in ragione degli incarichi ricoperti all’interno del consiglio dell’Ordine. Affermare, poi, di ‘avere fatto tutto alla luce del sole’ è inopportuno giacché non fa venir meno l’illegittimità del comportamento, oggettivamente e soggettivamente in contrasto con la normativa, nonostante il tentativo di Brigatti di giustificare un fatto che, a mio avviso, giustificabile non è, soprattutto perché riferito a norme che sono manifestazione dell’etica comune. Personalmente ritengo che ci sia poco da discutere o da interpretare; la norma è chiara e lo stesso assessore ha pubblicamente ammesso di aver firmato pratiche in regime di incompatibilità. Per concludere, caro assessore, mi permetto di suggerirLe che un buon modo per ‘ripagare’ la fiducia del sindaco sarebbe stato quello di evitare comportamenti in contrasto con norme vigenti, evitando imbarazzi al primo cittadino. A questo punto credo che resti un solo modo per dimostrare la propria buona fede e chiudere in maniera onorevole la vicenda: tragga le sue conclusioni”.

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