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ROMA – 14.01.2018 – Solo il fine settimana

segna le pause del processo a Veneto Banca. Venerdì nella sala Occorsio del tribunale di Roma è andato in scena l’ennesimo – non l’ultimo – round nel procedimento penale per ostacolo alla vigilanza che, in udienza preliminare, vede accusati undici ex amministratori e manager dell’istituto di credito (l’ex ad Vincenzo Consoli anche per aggiotaggio). In questa fase, in attesa della decisione sul rinvio a giudizio, o dei riti alternativi, è in pieno corso la bagarre delle costituzioni di parte civile. Chiedono i danni agli imputati circa 4.000 soggetti. Si tratta perlopiù di azionisti, la maggior parte dei quali rappresentanti da associazioni di consumatori, una trentina anche del Verbano Cusio Ossola. Gli avvocati difensori degli imputati sostengono che chi ha aderito all’offerta transattiva di Veneto Banca non ha diritto a costituirsi parte civile, così come ritengono che le associazioni dei consumatori non abbiano legittimazione nel giudizio, soprattutto nel reato di ostacolo alla vigilanza.

Di parere opposto gli avvocati delle parti civili, che riprenderanno la discussione nella prossima udienza, già fissata per martedì prossimo, quando si parlerà anche della competenza territoriale del processo, che le difese vorrebbero fosse trasferito a Treviso. Il giudice Lorenzo Ferri martedì dovrebbe decidere sull’ammissione delle parti civili. Sono già in calendario altre udienze il 26 gennaio, il 16 febbraio e il 9 marzo, quando la fase dell’udienza preliminare dovrebbe concludersi. 

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