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sau laura

VERBANIA – 13.02.2018 – S’è aperto stamane in atti preliminari

al tribunale di Verbania il processo all’assessore comunale Laura Sau, rinviata a giudizio per abuso d’ufficio. Di fronte al collegio presieduto da Donatella Banci Buonamici e con giudici a latere Rosa Maria Fornelli e Raffaella Zappatini, s’è discusso dell’ammissione prove e, soprattutto, dei testi da sentire al dibattimento. Per l’accusa, sostenuta dal sostituto procuratore Sveva De Liguoro, l’unico teste citato è Loredana Brizio, presidente dell’associazione “Amici degli animali”, firmataria – insieme al suo vicepresidente – dell’esposto che ha originato l’indagine. Il presidente del collegio ha invece chiesto alle due parti, la difesa rappresentata dall’avvocato Maria Grazia Medali (Sau oggi non era in aula), e gli “Amici degli animali”, costituiti parte civile con l’avvocato Laura Ferrara, di sfrondare le ridondanti liste, riducendole a sei nomi per ciascuno da scegliere tra quelli già individuati. Le parti dovranno quindi fare una cernita ma, verosimilmente, sfileranno in tribunale per raccontare ciò che sanno di questa vicenda dirigenti comunali, funzionari, sindaco e assessori. Lo faranno il 13 marzo, nella prossima udienza, cui dovrebbe seguirne un’altra per la discussione e la sentenza, attesa probabilmente in aprile.

La vicenda ruota attorno alla festa “Amico cane” che l’associazione tiene annualmente dal 2011 e che, sin dalla prima edizione, è stata ospitata al Parco Robinson, concesso dal Comune unitamente al patrocinio. Nel 2016 era in programma nel mese di settembre e il 16 aprile l’associazione spedì per pec alla casella e-mail istituzionale la formale richiesta di patrocinio, che non ebbe risposta. Il 27 giugno un sollecito fu spedito alla casella di posta elettronica istituzionale del sindaco, il 2 agosto un terzo raggiunse il sindaco, la funzionaria del settore Patrimonio e l’assessore Sau. Quest’ultima rispose l’1 e il 2 agosto scrivendo, nell’ultima missiva digitale: “fatico a dare il patrocinio a delle persone che dalla mattina alla sera ci danno degli assassini e mi costringono a pagare un avvocato per difendermi da accuse inesistenti. Chiedeteci scusa per le tonnellate di insulti, e poi decideremo…”. È questa la frase incriminata che, secondo la Procura, configura l’abuso d’ufficio: subordinare la concessione del patrocinio a un “privato interesse” dell’assessore, peraltro cagionando un ingiusto danno agli “Amici degli animali”. In mancanza di una risposta, nemmeno di un diniego, scattò la denuncia e l’evento si tenne a Cambiasca.

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