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VERBANIA - 25.03.2019 - L'obiettivo di Renato Brignone

è andare al ballottaggio. Ma non con l'uscente Silvia Marchionini, avversaria di cinque anni di battaglie in Consiglio comunale. Il candidato sindaco di "Una Verbania Possibile" casomai si batterà contro Giandomenico Albertella. La sua previsione è questa, espressa con un sorriso ma neppure poi tanto. E per arrivarci, annuncia spazio alla condivisione delle idee "e degli ideali", alla partecipazione, alla trasparenza, all'apertura verso coloro con i quali è possibile incrociare temi e percorsi per il bene della città. Aperture che "Una Verbania possibile" aveva cercato anche in altre liste (dalla sinistra alla civica di Comunità.VB) senza però riuscire a fare sintesi.

E' la politica in senso letterale, quella cui fa appello il candidato a #diversamentesindaco, così come esplicita l'hastag scelto per accompagnare la campagna elettorale.
L'altro filo rosso sarà un "4 + 4" dove degli 8 assessori che comporranno la giunta, 4 giungeranno dal gruppo, scelti tra "persone competenti che assolveranno il loro ruolo con impegno", gli altri 4 saranno invece ex amministratori di Verbania "persone che hanno fatto bene e che in questo Pd non hanno più spazio, considerando che tutto s'è ridotto a una lotta tra il sindaco e il suo partito". Chi sono? "Non faremo ora i nomi per non metterli in difficoltà - assicura Brignone - e poi non glielo abbiamo ancora chiesto. Abbiamo un riferimento ideale che non è certo l'attuale Pd, al quale chiediamo -a loro insaputa- gli uomini migliori".
La benedizione a Renato Brignone, o se vogliamo il testimone, gliel'ha passato con una vigorosa stretta di mano Carlo Bava, alla conferenza stampa di presentazione della candidatura. Bava, che s'era dimesso dal Consiglio dopo tre anni, non sarà del gioco elettorale, nonostante cinque anni fa avesse dato vita all'avventura politica di "Una Verbania possibile" sulla quale confluivano due civiche che ottennero complessivamente il 12%: "Sono contento che questa realtà nata come laboratorio abbia tenuto duro a cinque anni di Consiglio comunale - spiega - sono contento che siano ancora qui. Nati dall'esperienza della civica in sostegno a Claudio Zanotti, eravamo concentrati sui temi del possibile, non su Carlo Bava, slegati da un personalismo della politica che ne è l'aspetto deleterio. Le premesse erano -e sono- di essere liberi, per il rispetto della città e delle questioni da affrontare".
Liberi, che significa pure "non abbiamo categorie da privilegiare, imprenditori da assecondare", rimarca Brignone dove, assicura "non abbiamo composto la lista sulla base di chi ha più parenti o amici, ma credendo fortemente nel volontariato politico".
Nulla o quasi è stato detto a proposito dei temi salienti del programma, che sarà presentato prossimamente, ma un punto è stato chiarito: massima attenzione ai giovani. "Veniamo da un'amministrazione che ritiene che i giovani di Verbania non debbano avere particolari considerazioni, io so solo che l'ultimo punto di aggregazione giovanile è nato 30 anni fa, il Kantiere. Neppure la 'sala giovani' al Cem è stata realizzata e non lo sarà. Sono un genitore, mio figlio si avvia all'adolescenza, se decido di togliere spazio alla mia famiglia nei prossimi cinque anni è anche per lui".
Un inciso: i rapporti aspri (eufemismo) con la maggioranza che in questi anni hanno caratterizzato l'azione dei consiglieri di Una Verbania Possibile. "Lo so che sono un osso duro, ne ho prese tante dalla vita che poi esce fuori il carattere - dice Brignone - in questi anni il confronto con sindaco e maggioranza non è stato quasi mai possibile, anche se devo rimarcare tutti i casi in cui si è approdato a qualcosa grazie proprio a momenti di ascolto e condivisione (tra i casi citati il lavoro fatto con le consigliere De Ambrogi e Ferraris sul bilancio partecipato, ndr). So che è anche più facile parlare quando si è minoranza, e se qualcuno del Pd si è sentito ferito personalmente dai miei attacchi me ne dispiaccio, sia chiaro però che non arretro di un millimetro dalle posizioni politiche espresse".  
Cinque anni di contrasti rimarcati anche dalla consigliera Paola Zanoia che parla di un Consiglio comunale caratterizzato da "impreparazione, insulti, offese personali, chiacchiere e maleducazione" e stigmatizza "la frustrazione del mancato ascolto" da parte dell'amministrazione. Una Verbania possibile s'impegna in sintesi a fare diversamente.   

A.D.