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fiori veneto

VERBANIA – 25.03.2019 – Restano critiche ma in lievissimo miglioramento

le condizioni della mamma investita sabato sera dopo le 22 a Intra da un’auto fuori controllo mentre, con la famiglia –la suocera, il compagno di lei e il figlioletto di 20 mesi sul passeggino–, camminavano sul marciapiede in direzione di casa. Trentaquattro anni, di nazionalità britannica ma residente a Miami, si trova nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Maggiore” di Novara, dov’è giunta priva di coscienza e dove resta tuttora in coma. I medici si sono riservati la prognosi e, pur considerando le condizioni sostanzialmente stazionarie, hanno rilevato segnali accolti con cauto ottimismo. La mamma è rimasta schiacciata tra l’auto, una Ford Fusion condotta da un 24enne residente a Vogogna, e il parapetto del ponte di via Vittorio Veneto contro il quale la monovolume è piombata cogliendoli di sorpresa. Nell’impatto la suocera, 59enne di Verbania, è stata spinta oltre la protezione di ferro, finendo in corso Mameli e riportando diverse fratture. È sempre stata cosciente ed è stata anch’ella portata all’ospedale di Novara. Anche il neonato è stato sbalzato fuori dal passeggino, finito accartocciato, ma fortunatamente ne è uscito illeso, con ferite lievi.

Per Gianni Agosti, 54 anni, rivenditore d’auto residente a Cossogno ma molto conosciuto a Verbania, non c’è stato nulla da fare. È stato il primo a finire travolto dalla Ford ed è piombato sull’asfalto da un’altezza di circa tre metri. È deceduto sul colpo, come hanno potuto constatare i primi soccorritori. In giornata è atteso il via libera ai funerali.

Stamane la Polstrada di Verbania, che ha effettuato i rilievi e che cura le indagini coordinate dal sostituto procuratore Laura Carrera, ha consegnato gli atti in Procura. Il conducente del mezzo, 24 anni, è indagato a piede libero per omicidio stradale e per lesioni stradali gravissime. È risultato negativo all’alcoltest, né è parso al momento dell’incidente in condizioni alterate. Sabato sera scendeva sul lago per una serata con gli amici dopo aver lavorato tutto il giorno. Il suo destino s’è incrociato con quello di una famiglia che, al contrario, la serata l’aveva conclusa dopo una cena insieme e si trovava a poche decine di metri da casa.