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tribunale 16

VERBANIA – 24.04.2019 – La classica truffa all’italiana

messa a segno da tedeschi. Sovverte i luoghi comuni e inverte malfattori e vittime il processo che vede alla sbarra due sedicenti uomini d’affari della Germania e parte offesa un esercente verbanese d’origine campana. Quest’ultimo, insieme alla moglie, nei primi mesi del 2016 conobbe, nel bar in cui lavora a Verbania, il 39enne Bjorn Dietmar Busch. Originario di Francoforte, si presentò come un imprenditore che aveva preso in affitto una casa nell’alto Verbano con l’intenzione di stabilirsi sul Lago Maggiore e aprire un’attività turistico-ricettiva in loco. La conoscenza divenne frequentazione assidua e, stabilita una certa confidenza, il tedesco iniziò a prospettare all’italiano la possibilità di ottenere lauti profitti con investimenti finanziari in Germania. L’uomo giusto – gli disse – era un amico, Aleksander Ruzicka, grande esperto del settore e in grado di garantire una rendita annua attorno al 5% acquistando titoli tedeschi. L’imprenditore, allettato dal denaro, iniziò a consegnare ai due somme di denaro sempre più frequenti arrivando ad accumulare, in un anno, circa 300.000 euro. Fino al momento in cui, a gennaio 2017, i due uomini d’affari teutonici sparirono, facendo perdere le loro tracce e quelle del denaro ottenuto. Fu così che l’esercente sporse denuncia, dando il la all’indagine coordinata dal procuratore della Repubblica Olimpia Bossi e che, condotta dal luogotenente Massimo Verzotto della sezione di pg dei carabinieri di Verbania, portò a individuare l’identità dei due (delle disavventure giudiziarie di Ruzicka si parla anche in una pagina di Wikipedia a lui dedicata), rinviati a giudizio per truffa aggravata. Il processo, che s’è aperto nei giorni scorsi, ha visto Ruzicka chiedere il rito abbreviato, mentre Busch andrà al dibattimento. La prima udienza sarà il 25 ottobre.