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VERBANIA – 16.07.2019 – Un’udienza fiume,

iniziata la mattina e terminata alle 22,30. Dodici ore e mezza di fronte a giudice, avvocati e indagati per raccontare come il sogno di lasciarsi alle spalle il caos d’un paese allo sfacelo per una vita nuova in Italia, sia diventato l’incubo della prostituzione sotto minaccia. Da dieci giorni le tre giovanissime venezuelane –di 18, 20 e 22 anni– che i carabinieri di Premosello e Stresa hanno liberato da un appartamento della frazione Campino, arrestando i tre presunti sfruttatori, si trovano in una casa protetta. Ieri il sostituto procuratore Laura Carrera, titolare del fascicolo aperto con l’accusa di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione (a uno dei tre arrestati viene contestata anche la violenza sessuale) le ha ascoltate nell’incidente probatorio in cui le loro testimonianze, rese nel contradditorio tra le parti davanti al gip Elena Ceriotti, sono diventate prove del futuro procedimento penale. Gli accusati, che sono e restano in carcere, sono Guillermo Loayza Olano, 55 anni, peruviano, residente a Stresa, considerato il contatto in loco; Denis Daniel Machaca Hancco, anch’egli peruviano, trent’anni, domiciliato a Olgiate Olona, ribattezzato il fotografo (è colui che ha girato le foto e i video messi on-line su un sito di escort per pubblicizzare le tre sudamericane); e David Elicio Peralta Romero, ecuadoregno di 22 anni di Busto Arsizio, ritenuto dagli inquirenti il capo dell’organizzazione.

Assistite dall’interprete, le vittime una alla volta hanno ripercorso i giorni della loro permanenza sulle alture del Verbano, dal contatto via messenger con un intermediario che le aveva pagato il biglietto aereo con l’impegno a farle lavorare come bariste, sino all’arrivo all’aeroporto di Malpensa, il prelievo e il trasporto nell’appartamento in cui si sono prostituite sotto minaccia (ma andavano anche a domicilio) sino alla liberazione, avvenuta quasi per caso quando una di loro –quella che era qui da più di un mese, mentre le altre due da pochi giorni–, mandata in punizione a "battere" il marciapiede per strada a Cuzzago di Premosello, ha chiesto aiuto a una pattuglia dei carabinieri di passaggio.

Oltre alle domande del pm le tre hanno risposto a quelle dei difensori, Mirella Cristina per Loayza Olano, Eugenio Fornaroli per Machacha Hancco, e Andrea Autelitano per Peralta Romero. I verbali costituiscono una prova ammissibile al processo. Gli inquirenti proseguono nelle indagini: stanno lavorando sugli smartphone e sui pc sequestrati per identificare i clienti ed eventuali altri complici di questa tratta.