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DOMODOSSOLA - 19-02-2020-- In seguito

alle ultime morti sul lavoro avvenute anche nel VCO, registriamo un intervento di Potere al Popolo - Ossola che richiama ad una rinnovata attenzione della politica per arginare quella che viene definita una  "vera e propria escalation".
"Ogni mattina noi tutti salutiamo i nostri cari, i nostri mariti, le nostre mogli, i nostri figli e ci prepariamo per uscire di casa per affrontare un'altra giornata lavorativa. Operai, infermieri, camionisti, facchini, muratori, braccianti… la forza lavoro che sorregge l’economia di un Paese come l’Italia, che di tutelare la sicurezza dei suoi lavoratori pare non ha il minimo interesse.
Poche settimane fa abbiamo appreso l’ennesima tragica notizia: Ivan Guizzardi, giovane 26enne ha perso la vita in fabbrica  a Pallanzeno. Ivan come Michelle Stella di 21 anni, Antonio Pasquarelli il muratore di 54 anni morto schiacciato da un muro che stava demolendo in una villa a Gravellona Toce, o di Daniele Paganin il camionista di 47 anni precipitato alcuni giorni fa nel Diveria lungo la strada del Passo del Sempione. Queste tragedie che avvengono nel nostro territorio, rientrano in un quadro nazionale allarmante visto che dal 2009 ad oggi ci sono stati ben oltre 17 mila morti bianche.
Per essere più precisi tra gennaio e novembre del 2019 le morti bianche registrate ufficialmente all’Inail sono state ben 997, mentre 590 mila sono state nello stesso periodo le denunce di infortunio. Se volessimo anche far un conteggio delle malattie professionali, che sono state 56.556, 1.504 in più rispetto allo stesso periodo gennaio-novembre del 2018. Questo è un vero e proprio bollettino di guerra!
Ci troviamo difronte ad un’escalation, non è accettabile che nel terzo millennio anche una sola persona possa morire sul posto lavoro. Queste tragiche storie di uomini e di donne ci raccontano un Paese che sta lentamente scivolando all’indietro, e che sta dimenticando di tutelare un pezzo della sua società.
Difronte a questi dati è evidente che le politiche messe in campo fino ad ora non bastano, servono subito nuove forme di prevenzione e massici investimenti nel campo della formazione, ma soprattutto anche un importante ammodernamento dell’apparto di controllo, e l’ampliamento di personale qualificato impiegato sul campo.
Lottare per i  nostri diritti è un dovere, soprattutto se il diritto è quello di tornare a casa sano e salvo!"