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DOMODOSSOLA-02-04-2020--Bernardino Gallo di Sos Ossola interviene ancora con alcune precisazioni sulla chiusura del Punto Nascite di Domodossola. “Con la nostra iniziativa siamo riusciti a far dotare il punto nascite di risorse umane in grado di poter assicurare gli interventi di urgenza ed emergenza – si spiega in un comunicato-e questo è già un ottimo risultato, ma non lo dobbiamo ritenere sufficiente poiché nel comunicato dell’Asl Vco c’è scritto che si farebbero solo gli interventi al San Biagio ”se non trasportatbili”.

Tradotto in” soldoni”, si farà di tutto, per assoluta cecità, di dirottare a Verbania la grandissima parte dei parti esattamente come fatti prima della presunta chiusura tramite protocolli ai quali s’inchineranno quei pochi dipendenti, i gettonisti e la squadra della cooperativa, perché, in un certo senso, “ricattabili” per ovvi motivi.

Com’è noto ho dichiarato più volte che è da “criminali” far circolare le persone in questo periodo di pandemia da coronavirus, figurarsi le donne incinte e i familiari. Aggiungo che la dotazione di personale sarebbe sprecata se utilizzata solo per le urgenze e le emergenze essendo in grado di far partorire le donne e nascere i bambini con la massima sicurezza rispetto al dirottamento comunque esso avverrà.

Per queste motivazioni invito le donne a rifiutare nel modo più assoluto di essere “spedite” altrove motivando che con il coronavirus tutti noi devono circolare il meno possibile. Chiedano anche aiuto al loro medico ginecologo e/o altri per essere aiutate. Un appello a cambiare atteggiamento lo rivolgo agli amministratori di ogni livello, sia alla maggioranza che ha taciuto, sia a quelli che ne hanno avallata la chiusura, che in gran parte abbiamo ridimensionata.

Io penso di aver già fatto troppo, innanzi tutto a causa dei miei pesanti acciacchi fra cui gli interventi di cardiochirurgia ed emodinamica.

Abbastanza pur avendo tutti contro, soprattutto vari soggetti di gruppi che hanno rinnegato vergognosamente le posizioni precedenti e che taluni si sono organizzati in squadra per tentare di logorarmi. Ho anche subito qualche defezione di chi avrebbe dovuto supportarmi come in un lontano passato, ma ha poi cambiato non solo opinione, ma anche valori di riferimento generale.

La nostra speranza sono solo le donne coinvolte, e spero che ce la facciano, seppure in una situazione complicata. Non sparirò, ma spero di poter restare a disposizione di questa battaglia di civiltà, se sarà necessario.

Approfitto per dare la mia solidarietà a tutti gli operatori sella sanità che si stanno impegnando senza risparmiarsi in una situazione molto difficile.

Credo vi sia ancora molta confusione e bisognerebbe distinguere bene i posti letto delle cure “normali” da quelle dedicati alla pandemia. Per questi secondi occorrerebbe decentrare anche fuori dell’ospedale come ad esempio in qualche albergo e nella struttura di Premosello, accelerando le procedure.