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VCO- 11-07-2020-- Il Tribunale di Verbania, in composizione collegiale, all’udienza del 30 giugno scorso ha assolto, con la formula piena perché il fatto non sussiste, Marilena Panziera e Francesco Spada dall’accusa di peculato formulata dalla Procura della Repubblica a seguito di indagini avviate in conseguenza di un esposto dell’Amministrazione comunale di Druogno. Nell’esposto erano state ipotizzate irregolarità nella gestione di un progetto Interreg, avviato e regolarmente completato dalla Comunità Montana Valli dell’Ossola, seguito nelle sue fasi dalla  Panziera, responsabile del servizio, unitamente all’allora segretario e direttore dell’Ente, i quali avevano sottoscritto gli atti di rispettiva competenza.

Nell’esposto erano state ipotizzate irregolarità nella gestione dell’assegnazione del servizio ad una ditta di provata competenza di Torino, che aveva svolto il servizio locale, come previsto dal contratto, avvalendosi di personale specializzato della società della quale è amministratore Francesco Spada, marito di Marilena Panziera.

Da qui l’ipotesi accusatoria di peculato, da sempre contestata dalla difesa degli imputati , gli avvocati Alberto Zanetta, Carlo Rossa e Bruno Stefanetti, i quali hanno sempre sostenuto che non sussistesse nella vicenda alcuna ipotesi di reato, tesi accolta dal Tribunale di Verbania che ha assolto gli imputati con formula piena, perché il fatto non sussiste, con sentenza le cui motivazioni sono in fase di deposito.

"I coniugi Panziera e Spada- spiegano i legali- hanno atteso con serenità che la giustizia facesse il suo corso constatando come alla fine di questa per loro tristissima vicenda il Tribunale abbia suggellato la loro innocenza e posto una pietra sopra tre anni di problemi, anche psicologici, ricollegati ad una accusa che risultava particolarmente pesante oltre che non fondata".

Soddisfazione viene espressa dai legali degli imputati, avvocati Alberto Zanetta, Carlo Rossa e Bruno Stefanetti i quali hanno sempre confidato che il Tribunale, visti i documenti e sentiti i testimoni potesse assolvere gli imputati dal reato contestato e da qualsiasi altra ipotesi di reato.

Con l’assoluzione degli imputati sono state respinte le richieste dell’Unione Montana Valli dell’Ossola costituitasi parte civile pur non avendo, secondo le difese titolo per mancanza di legittimazione e di interesse diretto, richieste di risarcimento danni estremamente elevate e prive di fondamento.