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VERBANIA - 11-07-2020 -- A processo per 81 euro

e… uno spintone. È finita in Tribunale, con ben tre procedimenti (due penali e uno civile) di cui uno ancora pendente, la diatriba tra una colf ucraina residente nel Novarese e l’aronese datore di lavoro di lei. Oltre ai contrasti sul tfr, che è stato definito in una causa di lavoro, a far salire la tensione tra le parti fu l’episodio accaduto ad Arona nel novembre del 2017. Cessato il suo impiego come collaboratrice domestica, l’ucraiana reclamava l’ultima busta paga. Le fu detto che avrebbe potuto ritirare il denaro nel negozio dell’ex moglie del datore di lavoro. La donna vi si recò insieme al compagno e ad altri familiari, pensando anche di fermarsi per l’aperitivo sul Verbano. La consegna della cifra pattuita -81 euro contenuti in una busta- non andò a buon fine perché le fu chiesto di firmare un documento secondo cui nulla più avrebbe preteso. Si rifiutò, così come il compagno che, nell’intromettersi, discusse animatamente con la titolare del negozio, afferrò la busta e fece per uscire, trovando l’opposizione della commerciante, che venne spinta di lato. E che, a fatti conclusi, sporse denuncia dicendo d’essere rimasta ferita. Da quella querela sono nati due procedimenti penali con imputato il compagno dell’ucraina: uno per lesioni che pende dal giudice di pace; l’altro per esercizio arbitrario delle proprie ragioni che, ieri, il Tribunale di Verbania ha chiuso con l’assoluzione. Non l’ho aggredita – s’è giustificato l’imputato –, avevo solo l’ansia di uscire il prima possibile dal negozio. Mi ha fatto male – ha ribattuto lei, chiedendo 6.000 euro di risarcimento e, tramite il proprio legale, arrivando a chiedere la riqualificazione del reato in rapina.

Il giudice Rosa Maria Fornelli ha inquadrato questo episodio come una baruffa, assolvendo l’imputato per la lieve tenuità del fatto. Imputato che, a settembre, dovrà essere giudicato per lo stesso episodio dal giudice di pace.