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OMEGNA – 14-07-2020 - Meglio accendere

una candela che maledire l’oscurità, ammoniva Eleanor Roosevelt. E Omegna, dopo la notte oscura del silenzio e del dolore, è ripartita con “A lume di cultura”, una serie di incontri su temi di attualità, occasioni preziose di riflessione e di confronto. “Sono state quattro serate che hanno portato ad analizzare con esperti gli ambiti più importanti di questa pandemia: dalla psicologia, alla spiritualità, all’informazione – ha evidenziato l’assessore alla Cultura Sara Rubinelli. Il tutto nella forma di salotto, dove le persone si sono sentite libere di porre domande sui punti che davvero interessavano. Quindi io credo che abbiano portato a casa dei messaggi importanti”.

Il sipario si è chiuso venerdì 10 luglio con un incontro dedicato a “informazione e disinformazione nel tempo del tanto parlare”, a cura di Ivan Fossati, giornalista de La Stampa, affiancato dalla professoressa Sara Rubinelli. Di fatto è emerso che “Ora ci sarà un grosso problema sociale, oltre che economico – come ha fatto presente Rubinelli: perché dovevamo contenere la pandemia, ci siamo riusciti, ma questo ha dei costi. Però bisogna avere anche un ottimismo, bisogna lavorare e fare squadra”. Tra gli argomenti toccati non sono mancati poi lo smart working “che per tanti si è dimostrato efficace – ha sottolineato Rubinelli: esso dipendeva sia dal fatto di poter avere una tecnologia funzionante, ma anche dalla capacità di riadattarsi, però ci sono stati dei contesti nei quali non è stato così semplice. E poi a lavorare a casa, un conto è essere da soli e un conto è trovarsi in una famiglia” e la scuola “Per i bambini la scuola online non è stata proprio una passeggiata, ma mi auspico che sia stata una piattaforma di apprendimento: la flipped lesson e la flipped classroom erano tutti concetti molto teorici; per cui, di colpo, essi sono diventati strategie e la sperimentazione si è fatta nel momento in cui abbiamo dovuto utilizzarli per davvero”.