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VERBANIA - 14-07-2020 -- La luna di miele

è durata un anno e nemmeno il lockdown e la paura dell’epidemia hanno risolto una conflittualità esplosa nelle ultime settimane. S’è fatto aspro lo scontro politico tra la maggioranza di centrosinistra che governa Verbania e la minoranza di centrodestra. Il prologo, l’altra settimana, è stato l’attacco frontale del gruppo di maggioranza Comunità.vb (Massimo Ronchi e Lucio Scarpinato) al presidente del Consiglio comunale Giandomenico Albertella, tacciato di faziosità per alcune prese di posizione contro l’Amministrazione. Per i due consiglieri, Albertella è venuto meno al suo ruolo “di garanzia e di rappresentanza di tutto il Consiglio”, ha avuto un “finto ruolo collaborativo” e quindi dovrebbe dimettersi per poter svolgere il suo ruolo di opposizione. “Comunità.vb ha un concetto cinese di democrazia” – ha replicato Albertella, definendo sconclusionato e antidemocratico l’attacco: “disturbare il manovratore, esercitando il legittimo diritto di critica e di proposta, dà particolarmente fastidio. Nessuno potrà mettermi il bavaglio e se per caso questo attacco personale sottintendesse una finalità intimidatoria, hanno sbagliato destinatario”.

Un secondo fronte polemico, che ha visto finire nel mirino l’assessore di Comunità.vb, Patrich Rabaini (Viabilità, Sport e Trasparenza), s’è aperto la scorsa settimana durante la Commissione Viabilità. Il presidente Attalla Farah (della civica di minoranza Prima Verbania), intendendo discutere delle pedonalizzazioni di Suna e Pallanza e della messa in sicurezza di corso Mameli, avrebbe voluto tenerla -alla presenza dell’assessore- prima che le decisioni fossero definitive. Nei diversi messaggi con Rabaini per concordare la data, non s’è arrivati al dunque e, alla fine, ha scritto chiedendo un termine perentorio per la Commissione, scaduto il quale l’ha convocata. In apertura di seduta è nato un battibecco tra presidente e assessore, con il primo che ha accusato il secondo di scarsa collaborazione e con il secondo che, premettendo che la Commissione ha un ruolo consultivo e che presenziarvi non è obbligatorio, ha minacciato di disertarla in futuro se mancherà la concertazione.

È di ieri, infine, la plateale frattura consumatasi in Commissione Finanze. È da aprile, dall’inizio del lockdown, che il presidente, l’ex senatore Silvano Boroli (della civica di minoranza Insieme per Verbania), chiede l’aggiornamento del bilancio comunale all’emergenza Covid-19 per poter incrementare gli stanziamenti al fondo d’emergenza Verbania solidale, mirato alle persone e alle imprese in difficoltà. La scorsa settimana ha convocato per ieri la sua Commissione. Alla vigilia della riunione il capogruppo Pd Alice De Ambrogi ha chiesto il rinvio perché quei dati al momento non sono disponibili. A forzare la mano è stato il capogruppo di Comunità.vb Ronchi, annunciando per e-mail che avrebbe disertato la riunione. Per la maggioranza s’è presentata il consigliere dem Giovanna Agosti che ha ribadito la linea comune del centrosinistra e se n’è andata, facendo mancare il numero legale.

La bagarre, insomma, è totale. Si torna così alle fibrillazioni vissute nell’ultimo mandato, quando la maggioranza Marchionini fu spesso tacciata dalle minoranze di evitare il dibattito nelle sedi appropriate, cioè le commissioni consiliari nelle quali il regolamento consente ai presidenti, o a un certo numero di commissari, di convocarle liberamente; ma riconduce la regolarità delle adunanze alla presenza della maggioranza, che da sola vale per il 60% dei voti.

Le posizioni sono chiare. Per il centrodestra (che è minoranza e non ha i numeri per governare) riunirsi è il legittimo esercizio di un mandato ottenuto in democrazia; per il centrosinistra (che è maggioranza e ha i numeri per boicottare) ci si deve riunire solo quando si ritiene sia utile e/o produttivo.