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VERBANIA - 03-12-2020 -- “Fuore Puttane”. La scritta, dipinta con una bomboletta spray, era comparsa sul pianerottolo al terzo piano d’un condominio di Domodossola nell’aprile del 2018. Vergata da mano ignota, fu interpretata dalla destinataria, una trentottenne dominicana che -effettivamente- in quell’alloggio esercitava la professione, come il preoccupante segnale d’una presenza sgradita. Non era l’unico perché, già da un anno e mezzo (e il disagio si sarebbe protratto ancora per sette mesi), la signorina riceveva sul telefonino ripetuti messaggi in cui insistentemente le si chiedeva la tariffa per una prestazione sessuale. La donna, stanca, sospettando che l’autore dell’atto vandalico e delle molestie telefoniche fosse lo stesso, sporse denuncia.

Le indagini hanno individuato nel presunto molestatore-imbrattatore un 53enne originario del Brasile residente in Ossola, che è stato tratto a giudizio per i reati di danneggiamento aggravato e molestie telefoniche. Chiamata a deporre e a raccontare i fatti, la parte offesa, che proprio per questa vicenda ha scelto di lavorare in Svizzera (dove la prostituzione è legalizzata e dove – ha detto al giudice – non ha mai avuto i problemi patiti in Italia), ha confermato le telefonate moleste, non potendo però identificare l’autore della scritta ingiuriosa con certezza. Nessun altro, peraltro, l’ha visto agire con la bomboletta spray, tanto che, su richiesta dello stesso pm Anna Maria Rossi, il giudice l’ha assolto dal danneggiamento. Non, però, dalle molestie, punite dal giudice Donatella Banci Buonamici, non con i tre mesi di reclusione proposti dall’accusa, ma -come chiesto dall’avvocato difensore Annamaria Possetti- con un’ammenda di 300 euro.