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BAVENO - 25-06-2022 -- “Incauti, sconsiderati, poco rispettosi delle regole della convivenza civile e sregolati nei modi e nelle abitudini”. Sono questi aggettivi, attribuiti dal privato gestore (per conto del Comune) ai frequentatori della spiaggia pubblica del Parco Lido di Baveno che, unitamente alla pericolosità della costa, hanno indotto l’Amministrazione municipale a sospendere il servizio di assistenza bagnanti, esonerandone il soggetto che l’ha per contratto.

Succede nella turistica Baveno, città con 550.000 presenze estive, tra le cui attrazioni ci sono anche le spiagge. Arpa ne censisce, garantendo la periodica analisi delle acque, sei: Villa Fedora, lungolago di Feriolo, via Repubblica dell’Ossola, Camping, Lido Toce e Lido. Quest’ultima, situata alla foce della sponda destra del torrente Selva Spessa, si compone di due parti. La prima, a ridosso del fiume, è libera e accessibile a chiunque. La seconda, contigua, fa parte del Lido Beach club ed è affidata -insieme all’altra- alla società che nel 2020 s’è aggiudicata la gara per la gestione per sei anni e dieci mesi con un canone mensile, a salire, di 1.504 euro nel 2021, 1.837 nel 2022, e di 2.170 sino alla fine. Nel contratto, oltre alla manutenzione e alla pulizia degli spazi esterni, specie quelli a ridosso del fiume (parcheggio compreso), è previsto che il gestore si faccia carico della vigilanza e dell’assistenza ai bagnanti per almeno tre mesi, dal 15 giugno al 15 settembre. Deve cioè assumere i bagnini che, con costanza, controllino contemporaneamente, sia la spiaggia libera, sia quella antistante lo spazio esclusivo.

Ora, nelle intenzioni dell’Amministrazione, non sarà più così. A decidere per la sospensione al servizio di assistenza bagnanti è stata, lo scorso 16 giugno (il giorno dopo l’avvio della stagione balneare), la giunta al completo: il sindaco Alessandro Monti, la vice Maria Rosa Gnocchi, gli assessori Emanuele Vitale, Massimo Tamburini e Marco Sabatella. Prendendo atto delle lamentele del gestore, “che ha segnalato la notevole difficoltà di attuare tale previsione (l’assistenza bagnanti, ndr)”, ha dato mandato agli uffici di: sospendere il servizio di assistenza bagnanti con apposizione della prescritta segnaletica, quantificare il valore economico della prestazione del servizio, individuare prestazioni equivalenti all’attività sottratta.

In sostanza la parte politica rinuncia ad avere i bagnini al lido e, senza ritoccare l’affitto, accetta di valutare servizi alternativi.

Le motivazioni, come detto, sono i già citati pessimi comportamenti ascrivibili ai bagnanti e riferiti dal gestore. Comportamenti gravi, tanto che “i recenti fatti di cronaca (proprio l’anno scorso, lì, morì annegato un padre di famiglia, ndr) dimostrano purtroppo che l’utente medio della spiaggia Lido è un utente incauto, superficiale che di per sé costituisce una fonte di pericolo e di preoccupazione in coloro che sono chiamati a svolgere l’attività di sorveglianza” - si legge nell'atto.

La giunta sottolinea però anche come fondali sconnessi, forti correnti, mulinelli, temporali improvvisi e altre variabili naturali -peraltro comuni, e da sempre, a tutte le spiagge del Verbano- aumentino i pericoli, giustificando l’interruzione della sorveglianza.

È un po’, azzardando un paragone, come se su una strada statale ad alta incidentalità (per traffico, eccesso di velocità, sorpassi azzardati o altre imprudenze), resesi conto della pericolosità, le autorità decidessero di abolire i controlli di polizia.

Al momento si tratta solo di un atto politico e, in attesa che sia il dirigente responsabile a firmare la sospensione della vigilanza alla balneazione (di atti pubblicato, a oggi, non ve ne sono), al Lido permane l’obbligo del gestore di sorvegliare i frequentatori della spiaggia tramite bagnino.