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VOGOGNA - 22-09-2022 -- L'Ente Parco Nazionale Val Grande ieri ha presentato al pubblico il progetto di restauro del giardino di Villa Biraghi a Vogogna. L'incontro si è tenuto al Castello, in occasione della Giornata Europea della Cooperazione. Tale progetto comprende la realizzazione di un orto botanico, del giardino storico verticale di Villa Biraghi, ora in stato di abbandono. L'iniziativa è stata scelta come "intervento emblematico" nel quadro del progetto Interreg Italia-Svizzera "InTerraced - Strategie integrate e reti per la conservazione e la valorizzazione del Paesaggio terrazzato transfrontaliero" che coinvolge un territorio di 261 km con 71 Comuni tra Lombardia, Piemonte Valle d’Aosta e il Cantone dei Grigioni (CH) per un totale di 198.703 abitanti.L'incontro si è aperto con i saluti della Provincia del VCO, rappresentata da Rino Porini, seguito da Marco Stefanetta, Sindaco di Vogogna, da Luigi Spadone, Presidente Parco Nazionale Val Grande e Cristina Movalli, Servizio di promozione e conservazione della natura. Sono seguiti gli interventi dei relatori impegnati nella realizzazione del progetto di restauro del giardino verticale di Villa Biraghi, ( giardino che si sviluppa lungo il pendio su cui sorge il Castello). Un inquadramento storico e artistico del giardino lo ha fornito Paolo Volorio, Presidente Associazione ACOI - Associazione Culturale Ossola Inferiore. È seguito poi l'intervento intitolato " il progetto di restauro e realizzazione di orto botanico del Giardino Storico di Villa Biraghi: prospettive di recupero" a cura di Enrico Marforio e Daniele Moro, architetti e Gioacchino Minafò, dottore agronomo. L’aspetto progettuale di recupero e valorizzazione dell’orto botanico è stato presentato dall’architetto Enrico Marforio. Partendo dalle poche fotografie disponibili e dallo stato di abbandono dell’area, unita allo spoglio di quasi tutti gli elementi architettonici i due architetti hanno elaborato un piano che prevede la ricostruzione dei muretti a secco secondo tecniche tradizionali e con l’impiego di maestranze locali, oltre alla ricomposizione dei percorsi per renderli fruibili e all’inserimento di elementi che si rifanno a quelli preesistenti.
Il recupero riguarderà anche l’aspetto della vegetazione del giardino, come ha illustrato Gioacchino Minafò, dottore agronomo. La mancanza di terra e, parzialmente, di acqua, oltre ai numerosi terrazzamenti, hanno imposto la scelta di piante resistenti e adatte anche alle basse temperature. Grazie al ritrovamento di un dettagliato elenco, sarà possibile mettere a dimora essenze vegetali un tempo già presenti nel giardino (come la Lobelia, la Jucca, rododendri ed altre piante diffuse a inizio secolo sul lago Maggiore grazie all’intensa attività dei vivaisti) e inserendo nuove varietà e bordure cascanti, d’effetto durante i periodi di fioritura. Questo progetto è uno degli ultimi interventi previsti da Interraced-net, che iniziato nel 2019 si concluderà a fine anno. Grazie a un finanziamento di 156.210 euro è stato possibile realizzare azioni di sviluppo, pianificazione e valorizzazione del paesaggio terrazzato. Ecco alcune delle attività svolte: coordinamento, comunicazione, analisi a livello settoriale e integrato, elaborazione di una Carta del paesaggio terrazzato transfrontaliero, interventi e lavori dimostrativi (ad es. il restauro del giardino di Villa Biraghi), creazione di una rete di luoghi e di dieci itinerari su aree tematiche come paesaggi terrazzati, arte e fede, architettura rurale, laboratori didattici per duecento studenti, incentrati sull’importanza dei terrazzamenti con esercitazioni pratiche. In programma anche un concorso di geocoaching tra i punti d’interesse dei paesaggi terrazzati dei partner di Interraced-net, due corsi di formazione, teorico e pratico organizzati dalle Aree protette dell’Ossola, un documentario e un convegno conclusivo in programma il 10 e 11 novembre.

Elisa Pozzoli